DIARIO DI ELISA RE


Sono partita il 20 agosto, dopo aver ricevuto una chiamata appena 22 ore prima del volo! Tra mille paure e tanta curiosità ho preparato le valigie e sono salita sull’aereo (o meglio, tre aerei!).

La famiglia (composta da una host-mom, un host-dada ed una host-sister) mi ha accolta all’aeroporto di Detroit, in Michigan, e da lì siamo subito andati a casa a Toledo, in Ohio.

Nonostante siano da subito stati dolcissimi con me, i primi giorni sono stati difficili: un po’ per la lingua, un po’ per la nostalgia di casa.

Dopo due settimane di quarantena, ho finalmente avuto la possibilità di andare a scuola! L’impatto è stato molto forte: l’edificio è molto più grande di ciò che mi aspettassi e gli studenti americani ogni ora cambiano aula, motivo per cui le prime volte giravo per i corridoi con una mappa della scuola!

Superati i primi giorni di imbarazzo ho fatto le mie conoscenze, che pian piano sono uscite dal contesto scolastico: mi sono ritrovata a parlare con le mie amiche in un bar o a vedere insieme un film al cinema.

Con la famiglia ho viaggiato molto: siamo stati in un Safari, in un labirinto di granoturco e abbiamo addirittura passato tre giorni a Chicago!

Ad Halloween io e la mia host-sister ci siamo travestite e poi siamo andate di casa in casa per il tipico trick-or-treat (dolcetto o scherzetto)!

Passata questa meravigliosa festa ho iniziato le mie due settimane di isolamento volontario, per poi ripartire il 14 novembre.

Ad esperienza conclusa posso dire che non è certamente facile trovarsi a sedici anni in una cultura così lontana dalla nostra (specialmente se con le mascherine!), ma è certamente un modo infallibile per migliorare l’inglese e, ancora più importante, per una crescita personale formidabile!