L’ultima fermata 一 个 死 者 对 生 者 的 访 问 Pièce Teatrale di Liu Shugang


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Teatro Lauro Rossi | Piazza della Libertà 

23 Marzo 2019, ore 21.00

Ingresso libero

Il Liceo Classico Linguistico G. Leopardi partecipa al Laboratorio di Teatro Cinese “Oriente-Occidente”, un progetto di sperimentazione didattica di Lingua e Letteratura Cinese di M. Cristina Pisciotta, in collaborazione con l’Università di Macerata.

Il laboratorio è rivolto a studenti universitari ma quest’anno è stato eccezionalmente aperto anche ai ragazzi di scuola secondaria. Vi partecipa, in rappresentanza del Liceo, la studentessa Sabrina Hu che, con altri 26 studenti, si esibirà in un’alternanza di voci tra italiano e cinese, un dialogo tra lingue coinvolgente e comprensibile a tutti.

La pièce, dichiarata miglior testo teatrale del 1988, racconta la storia di Ye Xiaoxiao, un eroe nazionale banalmente assassinato da due ladruncoli su un autobus, tra l’indifferenza dei passeggeri. Incastrato nello spazio-tempo del suo assassinio, Ye torna sulla terra per visitare i vivi, confrontarsi con gli indifferenti passeggeri e ricontattare i suoi due migliori amici di infanzia.

Celebrata dai critici come un’abile combinazione di teatro brechtiano e realismo socialista, l’opera si snoda attraverso una struttura ad episodi e l’ingegnoso uso di un coro, folla anonima da cui si distaccano, di volta in volta, i vari personaggi. Nel tentativo di dare una giustificazione alla propria indifferenza, questi aprono al pubblico le proprie ordinarie storie, attraverso cui emergono i ben più scottanti problemi sociali della Cina di quegli anni, dalla corruzione dei quadri del partito, alla rincorsa al denaro e alla carriera, al crollo dei valori tradizionali. In tanto grigiore, l’intervento di Xiaoxiao assume una dimensione eroica, facendo ergere il protagonista, fino ad allora uomo mediocre e artista fallito, a fulgido esempio di morale socialista.

L’opera ‘aliena’ gli spettatori dagli eventi immediati connettendo il passato col presente, il morto coi vivi, gli attori col pubblico. Nel sorprendente finale l’autore sembra suggerirci che non esistono gli esempi perfetti, ma che è il caso che gioca, nella vita di ognuno di noi, un ruolo decisivo, rendendoci di volta in volta eroi o criminali. E il caso non solo condiziona la nostra vita, ma finirà anche a dare un senso alla nostra morte.