PIETRA D’INCIAMPO COLLOCATA ALL’INGRESSO DEL LICEO LEOPARDI


Due classi del liceo Leopardi di Macerata hanno partecipato venerdì 14 febbraio alla collocazione di una targa in ottone posta sul pavimento, all’ingresso della scuola, per ricordare il giorno della Memoria. L’iniziativa, promossa dal Miur, nasce da un’idea di Gunter Demnig che, nel 1992, ha dato avvio alla collocazione delle pietre di inciampo; iniziativa che consiste installazione di una targa in ottone sul selciato antistante la casa di una vittima dello sterminio nazifascista, sulla quale vengono incisi i dati della persona, il luogo e la data di arresto o della deportazione. Lo scorso anno, ad imitazione di questa idea, sono state realizzate delle targhe commemorative poi consegnate a 100 istituti scolastici nei quali sono state posizionate; quest’anno si è raddoppiato il numero di scuole tanto che ne sono state coinvolte oltre duecento su tutto il territorio nazionale.
Il Liceo Leopardi è rientrato fra le scuole scelte. Con l’obiettivo di dare il giusto valore educativo e formativo a tale ricorrenza si è proceduto dunque a questa cerimonia con l’obiettivo di stimolare negli studenti una riflessione su tali tematiche e contribuire a preservare la memoria di questi accadimenti.
“Sono segni importanti che inducono a riflettere e a non dimenticare, commenta la Dirigente scolastica Annamaria Marcantonelli, piccole tracce che testimoniano eventi storici importanti e, in questo caso, drammatici; è bene conservare sempre una memoria viva, vigile ed attenta, soprattutto è nostro compito farlo per sensibilizzare gli studenti”.

La collocazione della targa è stata fatta alla presenza della Dirigente Annamaria Marcantonelli e del Vicario Adriano Menchi che ha richiamato alla memoria la triste esperienza di diversi studenti ebrei dell’Istituto che nel 1938, con le Leggi fascistissime,  furono cacciati dal Liceo classico, come è testimoniato dai Registri dell’epoca.

Dopo la lettura, da parte di una studentessa, di un brano di Primo Levi tratto dal romanzo “Se questo è un uomo”, si è proceduto allo scoprimento della targa fissata al suolo.